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…per
scrivere un solo verso, bisogna aver conosciuto innumerevoli città, uomini e
cose;
bisogna conoscere gli animali e
sapere come fanno gli uccelli per volare;
sentire il movimento dei petali dei
fiorellini quando si dischiudono il mattino(...)
Bisogna aver viaggiato in regioni sconosciute, lontane,
e aver fatto incontri imprevisti, straordinari.
Bisogna aver vissuto giorni d'infanzia
il cui mistero non sarà mai chiarito
e pensare ai giorni trascorsi in luoghi calmi e sereni, il mattino, in riva al
mare.
Pensare al mare, a tutti i mari, a notti di viaggio, con le stelle che brillano
lassù, in alto,
e non basta nemmeno poter pensare a tutte queste cose.
Bisogna aver il ricordo in noi di una moltitudine di notti d'amore, tutte
differenti (...)
Bisogna esser stati al capezzale dei
moribondi, ed aver vegliato i morti nella camera ardente,
con la finestra aperta e, fuori, i banali rumori della vita che continua.
E non basta avere dei ricordi. E' necessario cancellarli tutti quando, troppo
numerosi,
si presentano, e aver la gran pazienza
d'attendere che ritornino in noi a poco a poco.
Perché i ricordi da soli non bastano. Solamente quando diventano in noi sangue,
sguardo, gesto,
quando non hanno piu nome, e non possiamo più distinguerli da noi stessi,
allora, in un'ora molto rara, nel bel
mezzo di un ricordo, puo' accadere
che nasca la prima parola di un verso...
Reiner
Marie Rilke - Il diario del Sig.. Brigge
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